La mancanza del numero legale, la scorsa settimana, aveva dato un flebile motivo di speranza in chi pensava che nella stessa maggioranza stesse nascendo un ripensamento alla luce delle tante, troppe criticità evidenziate anche dal mondo scientifico. Ma nel pomeriggio di ieri è venuta fuori la reale, compatta posizione della destra. Nell’aula del Senato, i parlamentari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega hanno bocciato a raffica uno dopo l’altro gli emendamenti presentati dalle forze di opposizione e alla fine, con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti, è arrivato il via libera definitivo, per quanto riguarda Palazzo Madama, del disegno di legge 1552, un testo che smantella i pilastri storici della legge 157 del 1992 sulla protezione della fauna selvatica, un testo su cui anche l’Unione europea ha espresso dubbi e su cui pende il fondato timore di incostituzionalità. La parola per l’approvazione finale passa ora alla Camera, ma intanto questo passaggio al Senato ha provocato una nuova ondata di sdegno ben rappresentata dagli interventi in aula di Pd, M5S, AVS e dal sit-in di protesta organizzato di fronte al Pantheon, a poca distanza da Palazzo Madama, da un nutrito gruppo di associazioni ambientaliste e animaliste.
Il Senato dice sì al ddl caccia, la parola alla Camera. Ma in piazza parlamentari e associazioni già ragionano sulla carta referendum
La mancanza del numero legale, la scorsa settimana, aveva dato un flebile motivo di speranza in chi pensava che nella stessa maggioranza stesse nascendo un ripensamento alla luce delle tante, troppe criticità evidenziate anche dal mondo scientifico. Ma ne














