Almeno in Parlamento la maggioranza sembra gestire non senza qualche difficoltà l’ultimo miglio della legislatura.
L’11 giugno scorso per ben tre volte al Senato non era stato raggiunto il numero legale sul decreto taglia-accise sui carburanti per i larghi vuoti tra i banchi del centrodestra.
Una settimana più tardi la scena si è ripetuta per altre due volte, sempre a Palazzo Madama, sulla riforma della caccia, fortemente voluta dalla stessa maggioranza: in questo caso a provocare lo stop in Aula, con conseguente rinvio dell’esame e del voto al 23 giugno, è stato l’avvicinarsi del week end - verso il quale i parlamentari mostrano quasi tradizionalmente molta attenzione - ma anche la crescente tensione tra gli animalisti, appoggiati da gran parte delle opposizioni, e il cosiddetto partito dei cacciatori che si sta riverberando sul disegno di legge, promosso proprio dal centrodestra.
Che deve dunque fare i conti con più di un imprevisto e con qualche situazione parlamentare all’insegna del caos.
E viene prevista anche la possibilità per i cacciatori di utilizzare visori per la caccia notturna e di sparare contro gli animali in alcune spiagge e foreste.












