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Da quando è stato eletto sindaco di New York lo scorso novembre, intorno a Zohran Mamdani si sono create enormi aspettative: è il più giovane sindaco della città da decenni (ha 34 anni) e il primo musulmano; si definisce socialista democratico, cosa insolita negli Stati Uniti. Gli oppositori lo presentavano come un pericoloso estremista che avrebbe attuato riforme irresponsabili e radicali; i suoi sostenitori come un politico che avrebbe rivoluzionato la città dopo anni di amministrazioni deludenti.
Sono passati quattro mesi dal suo insediamento, a inizio gennaio, e per il momento non è successa nessuna delle due cose.
Al contrario, fin qui Mamdani si sta comportando come un amministratore pragmatico, disposto a fare compromessi e a cambiare idea pur di raggiungere risultati concreti, senza arroccarsi in posizioni di principio. Il suo carisma e la sua comunicazione molto efficace gli stanno permettendo di evitare ripercussioni quando gli capita di smentire o correggere alcune promesse che aveva fatto in campagna elettorale. Anche per questo il sito di notizie Politico ha scritto che «lo Zohran Mamdani candidato potrebbe non riconoscere lo Zohran Mamdani sindaco».
La sua ispirazione dichiarata sono i politici socialisti che nella prima metà del Novecento governarono per più legislature la città di Milwaukee, nel Wisconsin: un posto molto diverso da New York e uno dei pochi negli Stati Uniti con una storia di governi di sinistra. Quei socialisti finirono per essere soprannominati i “socialisti delle fogne” (sewer socialists), perché invece che fare la rivoluzione e abolire la proprietà privata – quello di cui erano accusati dagli oppositori – si concentrarono sul far funzionare la città.






