Il riconoscimento dell'obesità come malattia cronica non ha ancora trovato una piena applicazione nei percorsi di cura, mentre in Lombardia nasce un primo modello regionale per rafforzare la presa in carico e l'accesso alle terapie

Si stima che entro il 2035 più della metà della popolazione mondiale sarà in sovrappeso. Secondo la World Obesity Federation, il costo economico globale dell’obesità potrebbe superare i 4.000 miliardi di dollari l’anno. Già oggi, oltre un milione di decessi in Europa è associato a condizioni legate al sovrappeso e all’obesità. Numeri che raccontano un fenomeno tutt’altro che marginale. Come hanno spiegato oggi gli esperti all’evento «raccontare l’obesità oltre lo stigma e i luoghi comuni», organizzato da Lilly, si tratta di «un’emergenza che esiste». Eppure, nell’opinione pubblica, l’obesità continua spesso a essere percepita come una questione di volontà individuale, riducendola all’idea che basti avere disciplina, muoversi di più e mangiare meno.

La vera causa dell’obesità è la genetica

Il punto, spiegano gli esperti, è che la narrazione è spesso troppo semplificata. Mikko Watanabe, docente alla Sapienza, sottolinea che attività fisica e alimentazione rappresentano solo la punta dell’iceberg. Sotto si trova una complessa rete di fattori genetici, metabolici, sociali e ambientali. La genetica, da sola, può spiegare tra il 40 e il 70% della predisposizione, spiega Edoardo Moncini, medico chirurgo specialista all’Università E-Campus. Il resto dipende dal contesto in cui una persona vive, che influisce su alimentazione, accesso al cibo sano, tempo disponibile e possibilità economiche.