BRUXELLES - I Talebani sbarcano a Bruxelles. Una delegazione di cinque esponenti del regime afghano, guidata dal portavoce del ministero degli Esteri Abdul Qahar Balkhi, ha incontrato i rappresentanti di 15 Stati membri a livello tecnico - sui cui nomi si mantiene il riserbo - in una riunione presieduta da funzionari della Commissione e dalla Svezia.

"I contatti con i rappresentanti delle autorità de facto dell'Afghanistan sono in corso da tempo", riferisce un portavoce della Commissione europea, ricordando che un "primo incontro si è tenuto in Afghanistan a gennaio" e che "questi contatti giungono in risposta a un'iniziativa di 20 Stati membri", guidata dal Belgio, in cui si chiede "alla Commissione di coordinare i contatti tecnici sul rimpatrio di persone che hanno commesso reati gravi o che rappresentano una minaccia per la sicurezza". Le decisioni sui rimpatri spettano agli Stati membri ma se la Commissione è chiamata a svolgere il suo ruolo di coordinamento, non può tirarsi indietro, si giustifica l'Esecutivo Ue, respingendo le critiche di aver aperto le porte a feroci oscurantisti. In ogni caso, "l'Ue ha il mandato del Consiglio di mantenere un impegno operativo con le autorità de facto in Afghanistan" e "questo non significa in alcun modo un riconoscimento da parte della Commissione".