Qualche parlamentare protesta, ma gli Stati membri (Germania in primis) vogliono aumentare i rimpatri della comunità afghana e hanno dato mandato alla Commissione di negoziare. Salvo poi escludere che si tratti di un riconoscimento del regime di Kabul. Un portavoce talebano dice che si è parlato anche di riavvio dei servizi consolari e di ripristino della fiducia reciproca

Una delegazione dei talebani arriva in visita a Bruxelles, incontra e discute con i funzionari della Commissione europea di possibili rimpatri di cittadini afghani. Qualche parlamentare europeo protesta, una trentina di loro firma una lettera di protesta. Un portavoce della Commissione è costretto a precisare che i colloqui "non significano in alcun modo un riconoscimento" del regime in Afghanistan. Il ministero degli Esteri belga è costretto a chiarire che "i cinque visti richiesti” dalla delegazione dei talebani sono stati rilasciati “dopo che una valutazione di sicurezza ha stabilito di non avere alcuna informazione per concludere che le persone in questione costituiscano una minaccia”.