HomeLa SpeziaCronacaGiovani, dove siete andati a finire? La grande fuga dal Sud. E dal GolfoI dati Istati fotografano un aumento delle partenze nella fascia 18-35 anni dal Mezzogiorno verso Nord . Spezia, cenerentola del Settentrione, perde il 7.5% dei residenti. Paita: "Si pagano i mancati investimenti". .Tanti studenti scelgono Università del Nord e dopo la laurea restano oppure espatrianoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMa dove siete andati a finire? Guardando le cifre viene naturale chiedersi quali strade abbiano intrapreso i giovani di una fascia di età tra i 18 e 35 anni a Spezia. Dal Sud del Paese Italia i coetanei cercano spazi e prospettive al Nord andando a aumentare la densità abitativa in città del Settentrione. Ma Spezia, al contrario, incassa un pesante segno meno. Non arrivano ma in compenso... partono. Il quadro emerso dalle analisi di movimento dei territori dal 2019 a oggi, effettuate da Istat e riportate da Il Sole 24 Ore, infatti indica nella popolazione tra i 18 e i 35 anni residente nelle regioni meridionali un drastico calo segnando una riduzione del 7,6%. Freccia in alto al Nord dove, al contrario, la popolazione di quella fascia di età è cresciuta del 4,8%. I giovanissimi e trentenni del meridione dunque scelgono aree economicamente più dinamiche dell’Italia, in particolare Lombardia (17,6%), ma anche Veneto e Emilia Romagna. Emerge una tendenza interessante: in questa fascia temporale il Sud ha perso oltre 313 mila giovani residenti mentre contemporaneamente a nord sono arrivati 240 mila giovani. Più stabile, invece, la situazione del centro Italia. In questo sali e scendi di numeri, tra arrivi e partenza il dato spezzino è in controtendenza. Non soltanto a livello nazionale ma addirittura della stessa “famiglia“ ligure. Se nel capoluogo Genova si registra un incremento di 8.4% e si sale anche a Imperia (4,1%) e Savona (6.8%). "Spezia – spiega la senatrice Raffaella Paita – è l’unico dei capoluoghi del nord a registrare un saldo demografico giovanile negativo. Non si tratta di una semplice statistica. È il segnale di un problema strutturale che da anni condiziona il futuro della nostra città: l’isolamento infrastrutturale. Collegamenti insufficienti, trasporti inadeguati, mobilità difficile. Quando una città non investe abbastanza sulla propria accessibilità, a pagarne il prezzo sono soprattutto i giovani. Sono loro che dovrebbero trovare qui le opportunità per studiare, lavorare e costruire il proprio futuro. E invece, troppo spesso, scelgono o sono costretti a cercarle altrove". La presidente del gruppo di Italia Viva al Senato è spezzina e ben conosce le potenzialità del territorio. "Per posizione geografica, storia e vocazione marittima – prosegue – Spezia dovrebbe essere un polo di attrazione per talenti, investimenti e nuove energie. Invece continua a perdere ragazzi e ragazze. Questo risultato attraversa interamente il mandato dell’amministrazione Peracchini. Dieci anni avrebbero dovuto essere sufficienti per ridurre l’isolamento, rafforzare i collegamenti e rendere il territorio più competitivo. I numeri raccontano una realtà diversa: i giovani continuano ad andarsene a causa di stipendi troppo bassi, mancanza di servizi per le famiglie, carenze di asili nido, poca formazione di alto livello e assenza di collaborazioni con le altre città europee. Fermare la fuga di cervelli però è possibile. Con la Start Tax, l’Irpef scende al 10% per gli under 30 e al 20% per gli under 40: meno tasse per chi costruisce il proprio tuturo in Italia, piu opportunità per trattenere talenti e attrarre competenze. L’idea di Italia Viva e Matteo Renzi, nata alla Leopolda, risponde a un’emergenza reale: una città che perde i suoi giovani rischia di perdere anche il proprio futuro". Alla base dello spostamento da Sud a Nord ci sono motivazioni occupazionali vista la percentuale occupazionale decisamente superiore e i salari più elevati. Oltre alla presenza di aziende leader mondiali in diversi settori e ad alta specializzazione.