Atim chiede la restituzione di 91mila euro da parte della società Mastaba e presenta due esposti, uno alla Corte dei Conti e uno alla procura di Macerata. E il consigliere regionale del Pd Leonardo Catena chiede chiarezza e risposte. Ancora una volta.
"Per mesi – afferma Catena – ci è stato detto che era tutto regolare. Oggi scopriamo invece che Atim ha chiesto indietro l’intera somma" versata alla società di Fabio Cardona per l’organizzazione e promozione di Marche in Vetrina 2024, ricorda il consigliere regionale del Pd. La decisione "conferma le domande poste erano fondate" e che il lavoro svolto con i consiglieri comunali di minoranza "ha fatto emergere una vicenda che merita ancora molti chiarimenti". Catena ricorda le "risposte evasive e le rassicurazioni" ricevute nei mesi scorsi anche in Regione, mentre ora la stessa Atim sostiene che mancherebbero i presupposti alla base del pagamento. Il nodo riguarda la sovrapposizione tra le attività affidate a Mastaba e quelle che il Comune ha dichiarato di aver organizzato e finanziato direttamente: "Cast artistico, ospitalità, servizi tecnici e promozione risultavano già sostenuti dall’amministrazione comunale".
Inoltre Atim ha presentato esposti alla procura della Corte dei Conti e alla procura di Macerata. "Una eventuale restituzione non chiude affatto la vicenda, anzi apre interrogativi ancora più seri. Chi ha autorizzato l’affidamento? Chi ha certificato la regolare esecuzione? Chi ha liquidato oltre 91mila euro senza rilevare criticità? Non è un semplice errore formale". E resta anche il nodo politico: "Chi ha fatto da intermediario tra Atim e Mastaba? È credibile che esponenti politici di primo piano del territorio non ne sapessero nulla? Se non c’è nulla da nascondere, la maggioranza regionale dovrebbe essere la prima a voler fare piena luce", aggiunge Catena, accusando la giunta Acquaroli di aver "minimizzato" una vicenda che rivela "approssimazione e opacità".







