HomeFirenzeCronacaTra la perdita e l’esilio la salvezza dell’amiciziaIl grande romanzo della diaspora cubana dell’imperdibile autore della quadrilogia dedicata al Conde (Venti di Quaresima, Maschere, Paesaggio d’autunno e...Il grande romanzo della diaspora cubana dell’imperdibile autore della quadrilogia dedicata al Conde (Venti di Quaresima, Maschere, Paesaggio d’autunno e...Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl grande romanzo della diaspora cubana dell’imperdibile autore della quadrilogia dedicata al Conde (Venti di Quaresima, Maschere, Paesaggio d’autunno e Passato remoto) alla quale vanno obbligatoriamente aggiunti i due racconti lunghi contenuti in Addio Hemingway (dove la scena - onirica - di Ava Gardner, che a bordo piscina si offre nuda allo sguardo del Conde, è indimenticabile e struggente e da sola vale l’intero libro). "Per quanto tu corra, il tuo passato può sempre raggiungerti e fu evidente che il passato può essere una macchia indelebile".

Clara e Darío, Irving e Joel, Walter, Fabio, Ljuba, Bernardo, Horacio ed Elisa. Sono figlie e figli del regime cubano, hanno fatto l’università e creduto nell’ideale di una società più giusta e uguale per tutti. Condividono i loro giorni come una grande famiglia e il centro di questa famiglia è la casa di Clara e Darío dove si ritrovano tutti anche il 21 gennaio 1990 per il trentesimo compleanno di Clara. Sarà l’ultima volta, perché la crisi economica e l’infrangersi dei sogni di gioventù spinge molti a partire: c’è chi va in Spagna, chi in Argentina e chi negli Usa. E proprio negli Stati Uniti, dopo 30 anni, il caso fa incontrare Marcos, figlio di Clara partito dall’isola in cerca di fortuna, e Adela, figlia di Elisa, che ora si fa chiamare Loreta e si è lasciata il passato alle spalle. Il loro incontro innesca un viaggio nel passato e nel presente alla ricerca di casa, delle proprie radici e di una verità tenuta nascosta troppo a lungo. Dalla sua isola Leonardo Padura riesce a mostrarci il mondo intero con occhi pieni di malinconia in un libro dal respiro universale, che parla di perdita ed esilio, ma anche della forza adamantina della vera amicizia, che non viene mai scalfita né dal tempo né dalla lontananza.