Una delle linee di produzione del Salumificio Fratelli Beretta nello stabilimento centrale di Trezzo E ora si tratta anche per. GarbagnateRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Una svolta storica" per i sindacati destinata a incidere sull’organizzazione del lavoro all’interno del gruppo. Il Salumificio Fratelli Beretta assume direttamente una quarantina di esternalizzati. È la fine di un modello constestato negli anni da sigle e aspiranti dipendenti, che vedono finire così "un lungo precariato". Per ora lo stabilimento coinvolto è la casa-madre, Trezzo, ma si tratta anche per Garbagnate, e, se sarà fumata banca, i numeri raddoppieranno. "L’intesa è il punto di arrivo di un percorso portato avanti insieme dalle diverse categorie coinvolte, alimentaristi e logistica, lungo l’intera filiera produttiva – spiegano Flai-Cgil Milano, Filcams-Cgil Milano, Fai-Cisl Monza Brianza Lecco e Fit-Cisl Lombardia –. Un lavoro di squadra che ha permesso di ottenere risultati sul fronte della stabilità occupazionale e delle condizioni contrattuali".

I primi ingressi ci sono stati in queste ore, per tutti la firma in calce sarà a tempo indeterminato. "Niente periodo di prova e mantenimento di condizioni economiche e normative non inferiori rispetto a quelle precedenti", gli altri pilastri dell’intesa. Grazie all’applicazione del contratto collettivo di lavoro "il trattamento complessivo sarà migliore". Tra le novità, il riconoscimento del premio aziendale pieno, buoni pasto e una clausola "pensata per garantire continuità e tutela durante la fase di passaggio dal sistema degli appalti all’assunzione diretta". Per le sigle si va oltre il semplice cambio di datore di lavoro. "Il rientro a pieno titolo nei ranghi del Gruppo è un passo importante verso una maggiore qualificazione professionale e anche per il riconoscimento di attività strategiche per il ciclo produttivo". "È un traguardo che valorizza il lavoro, rafforza la collaborazione tra categorie e dimostra come l’azione sindacale unitaria possa produrre soluzioni concrete di stabilità, diritti e qualità occupazionale", sottolineano le organizzazioni per le quali "l’internalizzazione i Beretta è un modello positivo da replicare anche in altre fabbriche".