HomeMilanoCronacaAccordo raggiunto alla Pavoni. Sul piatto incentivi economici e la possibilità di ricollocamentiSan Giuliano, via all’iter per trasferire il reparto produttivo nel Veronese: a rischio 30 posti su 45. Caruso della Uilm: "Resta l’amaro in bocca per un’azienda che lascia il territorio".Dopo le proteste degli operai si è chiusa con un accordo economico la vicenda della PavoniRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciA due mesi dalle prime proteste degli operai, scesi in piazza per cercare di difendere i propri posti di lavoro, si è chiusa con un accordo economico la vicenda della Pavoni, fabbrica di macchine del caffé che attualmente, ma ancora per poco, ha sede a San Giuliano Milanese. La proprietà, il gruppo di elettrodomestici Smeg, ha avviato l’iter per trasferire il reparto produttivo della Pavoni a Bonferraro, nel Veronese. Nonostante la mobilitazione di sindacati e lavoratori, nonché il sostegno della classe politica locale, Smeg non ha voluto retrocedere dalla decisione di traslocare. Una scelta che mette a rischio 30 posti di lavoro su 45. In questo contesto, l’altro giorno in Assolombarda, azienda, sindacati e Rsu hanno raggiunto un accordo che prevede incentivi economici sia per chi non accetterà il trasferimento in Veneto sia per coloro che dovessero accettare (in quest’ultimo caso, si tratterà di un contributo una tantum).