La spinta dell"Unione Europea verso una maggiore sovranità tecnologica rischia di trasformarsi in un boomerang per l"industria automobilistica continentale. È l"avvertimento lanciato attraverso il Financial Times da due protagonisti del settore, Stellantis e Volvo, che mettono in guardia Bruxelles sulle possibili conseguenze economiche di un"eccessiva riduzione della dipendenza dalle tecnologie statunitensi.Il dibattito si inserisce nel quadro del nuovo pacchetto sulla «tech sovereignty» presentato dalla Commissione europea, con l"obiettivo di rafforzare l"autonomia digitale del continente, favorire la crescita di tecnologie sviluppate in Europa e ridurre il peso dei grandi gruppi tecnologici Usa.
Il progetto suscita forti perplessità tra i costruttori automobilistici, sempre più dipendenti da software, intelligenza artificiale, semiconduttori e servizi cloud per lo sviluppo delle nuove generazioni di veicoli.A esprimere forti preoccupazioni è Ned Curic, chief technology officer di Stellantis, secondo cui eventuali limitazioni all"utilizzo delle tecnologie americane comporterebbero un «incremento significativo dei costi per il settore».
Il gruppo nato dalla fusione tra Fiat Chrysler e Psa si trova già ad affrontare investimenti miliardari per la transizione elettrica e la crescente pressione competitiva dei costruttori cinesi.






