La lectio magistralis.24 giugno 2026 alle 00:56Domani alle 18 a Cagliari il botanico Mauro Ballero

È inusuale, ma non per questo irrilevante. Anzi, c’è qualcosa di necessario, in questo momento storico, nel fermarsi a parlare di piante. Non di vegetali qualunque, bensì di quelli della Terra di Canaan, ovvero lo spazio tra Israele, Giordania, Libano e Palestina. Luoghi attraversati da un conflitto endemico, per cui la lectio di domani alle 18, a Cagliari, nell’Ex Regio Museo - appuntamento settimanale dei “Dialoghi di archeologia architettura arte e paesaggio” organizzato dai Musei Nazionali - vuole essere «una sorta di evocazione paleoecologica: un desiderio e un’urgenza di pace».

Intitolata “Le piante della terra di Canaan”, la lezione, tra le ultime, prima della pausa estiva, della rassegna curata da Maria Antonietta Mongiu e Francesco Muscolino, è tenuta da Mauro Ballero, professore emerito di Botanica farmaceutica dell’Università di Cagliari, già direttore dell’Orto Botanico.

Sia pure lontana, le piante di quella terra, secondo lo studioso, non sono a noi estranee. Al contrario, elencarle è come ritrovarsi a casa. A cominciare dalla vite, la più citata e simbolicamente carica, emblema di convivialità e benessere; e dal melograno, che con la sua abbondanza di semi rimanda alla fertilità. Per proseguire con i cereali, che costituiscono la base dell'alimentazione di intere civiltà; e poi l’olivo così radicato nella dieta mediterranea e nel nostro immaginario, che è quasi impossibile pensare al Mare Nostrum senza di lui. Infine, il dattero e il fico presenti ovunque sulle sue sponde; segni di abbondanza e prosperità.