Le piante dividono: studiosi contro appassionati. Sono due mondi spesso distanti, che si guardano con sospetto reciproco. In realtà ricercatori, pollici verdi e botanici delle domenica hanno molto da condividere. Lo spiega la biologa di fama internazionale Paola Bonfante, professoressa emerita dell’Università di Torino e Accademica dei Lincei, nel libro fresco di stampa Piante, noi e loro (il Mulino, 2026). Un intreccio tra scienza, mito, arte e vita personale per esplorare il legame profondo, e spesso frainteso, tra esseri umani e mondo vegetale. Un punto di contatto che non passa per forza dal giardinaggio o dalla cura del verde.
Ho la sensazione che la maggior parte dei botanici non abbia nemmeno una pianta in casa, come lo spiega?
“È naturale che sia così: un veterinario non deve per forza possedere un animale domestico per fare bene il suo lavoro. Peraltro la conoscenza del genoma di una pianta non comporta vantaggi automatici per la sua coltivazione sul balcone o in giardino”.
Lei ne ha in casa?
“Principalmente piante da appartamento perché vivo nel centro storico di Torino. Ma non dipende certo dalla professione”.






