Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl debitore, che versa le somme dovute a un'associazione estinta, nelle mani dell'ultimo legale rappresentante è liberato dal debito. Lo ha stabilito il Tribunale di Napoli con la sentenza n. 5663/2026 dell’8 aprile 2026, riconoscendo validi i bonifici eseguiti da Endas sul conto personale dell'ex rappresentante di Sviluppo nel Civile. Per il giudice, l'ultrattività dell'associazione non riconosciuta estinta consente al rappresentante non solo di stare in giudizio, ma anche di incassare i crediti dell'ente.

La decisione interviene su un tema delicato per il Terzo settore: chi può ricevere le somme spettanti all'ente quando l'associazione risulti cessata e restino rapporti patrimoniali aperti. Il caso nasce dalla sentenza n. 402/2022 della Corte d'appello di Napoli, che aveva condannato Endas - Ente nazionale democratico di azione sociale Aps a pagare in favore dell'associazione Sviluppo nel Civile 103 mila euro, oltre interessi e spese.

Sviluppo nel Civile aveva notificato precetto per 144.762,82 euro. Endas aveva versato l'importo in cinque tranche nel 2022 e poi aveva azionato il titolo nei confronti di un professionista per il recupero delle somme corrisposte. Questo si è opposto al precetto, sostenendo che quei pagamenti non fossero liberatori perché effettuati a favore di un soggetto non legittimato, sul presupposto che l'associazione fosse cessata almeno dal 2010.