Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl Fisco non può rivalersi sui soci di una società estinta senza prima dimostrare che questi abbiano effettivamente riscosso somme dalla liquidazione. Lo chiarisce la sezione tributaria della Corte di cassazione con l'ordinanza n. 2470 del 5 febbraio 2026, che applica il principio di diritto enunciato a febbraio 2025 dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 3625.

La vicenda nasce dalla notifica di una cartella di pagamento ai soci di una società in accomandita semplice cancellata dal registro delle imprese, debitrice di imposta di registro per effetto di un accertamento in adesione rimasto in gran parte inadempiuto. Tra i destinatari figurava un socio accomandante.

Focus Italia Oggi - Le forme di lavoroGuida alle diverse tipologie di prestazioni. Caratteristiche e indici per un corretto inquadramentoIl caso e il ricorso dell'Agenzia delle Entrate

La Commissione tributaria regionale della Campania aveva annullato la cartella. L'Agenzia delle Entrate ricorreva per cassazione sostenendo, tra l'altro, la nullità della motivazione della sentenza impugnata e la legittimità della pretesa nei confronti del socio succeduto alla società estinta. La Suprema Corte rigetta il ricorso su tutti i fronti.