Negativo ai test tossicologici e intervenuto negli attimi subito successivi all'impatto. Sono questi i due elementi alla base degli approfondimenti giuridici sul Vincenzo Guida, 28enne di Caserta, coinvolto nell'incidente stradale che ha causato la morte di Cristian Romano. Guida è un professionista del settore pubblicitario, guidava una Jeep Renegade ed era a Lauro per lavoro.

Si trovava a via Circuito assieme ad altri colleghi, incuneato nei tornanti che collegano Lauro a Quindici e Moschiano. Tutti, appena il veicolo si è scontrato con la minimoto del piccolo Cristian, sono scesi dal veicolo ed hanno prestato soccorso. Le manovre, che hanno coinvolto anche gli uomini della Misericordia del Vallo di Lauro e le forze dell'ordine, si sono purtroppo rivelate inutili. Il conducente dell'auto, ancora sotto choc, ora dovrà essere giudicato e dovrà difendersi, con ogni probabilità, da un'accusa di omicidio stradale. Il 28enne è difeso dall'avvocato Alfonso Quarto del Foro di Napoli Nord. «Ci troviamo ancora nelle prime ore dopo i fatti e, come è possibile comprendere, ne sappiamo ancora ben poco - dichiara l'avvocato Quarto - gli atti processuali su cui possiamo lavorare sono praticamente ancora pari a zero. Per ora non è concretamente possibile imbastire una vera e propria strategia legale, siamo in attesa di conoscere meglio i fatti. Allo stato attuale non abbiamo grosse possibilità di sapere la dinamica esatta. Ad oggi siamo a conoscenza solo del fatto che il ragazzo è ancora molto traumatizzato dai fatti che lo vedono coinvolto». Le indagini sono ancora nelle fasi embrionali ma tra i primi rilievi di routine ci sono stati quelli focalizzati sulla condizione psicofisica del conducente e degli occupanti dell'auto. I test sono risultati negativi. «Posso confermare che i test tossicologici a cui lui e tutti gli automobilisti sono stati sottoposti hanno avuto esito negativo - chiarisce l'avvocato difensore - i ragazzi hanno prestato immediatamente soccorso. Il mio assistito era assieme a loro poiché sono tutti colleghi ed erano in zona per un impegno lavorativo». La situazione in cui i protagonisti si sono ritrovati ha tutti i contorni della tragedia, ognuno è sottoposto a una forte pressione umana ed emotiva. Restare totalmente impermeabili è molto difficile ed è necessario raggiungere un delicato equilibrio. «Come professionisti del settore - conclude l'avvocato Alfonso Quarto - vogliamo che sia chiaro che c'è massima solidarietà nei confronti della famiglia della vittima è una tragedia e, da parte mia e del mio studio, non ci sarà alcuna guerra giudiziaria. In occasione di un evento così drammatico ritengo che si debba disinnescare qualsiasi incitamento all'odio e alla violenza verbale, a prescindere da che lato ci si trovi. Come professionisti, è nostra esigenza tutelare tutte le persone coinvolte. Sarà questo il nostro approccio ma, ripeto, dobbiamo conoscere bene tutti i fatti per poter avere un'idea chiara di come operare». Il rischio che ora, soprattutto sui social, si possa creare un clima teso e di condanna, da ambo i lati, è molto forte. Anche il sindaco di Lauro, territorio in cui si è verificato l'incidente, ha voluto infatti subito richiamare alla compostezza. «In momenti come questi, il dolore impone rispetto, umanità e compassione - afferma il sindaco Rossano Sergio Boglione - per questo trovo inaccettabile che qualcuno scelga di formulare giudizi o accuse nei confronti di chi sta vivendo la più terribile delle sofferenze. Davanti a una tragedia così immensa, ogni parola dovrebbe lasciare spazio alla vicinanza e alla comprensione. Non esistono parole capaci di colmare un dolore così grande. La scomparsa di un bambino lascia un vuoto che attraversa il cuore di una famiglia e colpisce profondamente l’intera comunità, che oggi si raccoglie nel silenzio e nella preghiera. A nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera comunità lauretana esprimo il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia Romano per la perdita del piccolo Christian. Lauro si stringe con affetto attorno alla famiglia Romano, condividendone il dolore e accompagnandola con l’abbraccio sincero di una comunità che oggi piange insieme a loro il piccolo Christian».