Sei persone indagate per tentata estorsione, riciclaggio e dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti a Verona il 23 giugno. Le indagini, coordinate dalla Procura scaligera, hanno portato a perquisizioni in diverse regioni italiane, coinvolgendo società riconducibili agli indagati e costituite appositamente per le attività illecite.
Le indagini e la denuncia dell’imprenditore
Secondo quanto si legge sul sito della Polizia di Stato, l’inchiesta ha preso il via nel novembre 2025, quando un imprenditore locale ha sporto denuncia per un tentativo di estorsione subito da due fratelli. La vicenda ruota attorno all’acquisizione di una società di logistica e servizi alle imprese con sede legale a Padova, avvenuta nel 2023. Gli indagati, pur non comparendo formalmente nell’assetto societario, avrebbero versato una quota in contanti come anticipo per l’acquisizione.Il meccanismo delle fatture e i ruoli delle società
Attraverso la società patavina, i due fratelli sarebbero riusciti a ottenere una somma di denaro maggiorata, grazie all’emissione di fatture da parte di due società a loro riconducibili: una situata nel territorio veronese e l’altra nel casertano. Queste operazioni, secondo gli investigatori, sarebbero state finalizzate a mascherare la reale provenienza dei fondi e a giustificare movimenti di denaro per importi ingenti.L’escalation e l’assalto alla sede







