Israele è sempre più il punto nevralgico di uno scontro su chi debba curare la linea della politica estera dell’UE. Da un lato c’è la capa della diplomazia del blocco, Kaja Kallas, dall’altro il resto della Commissione. Il risultato è una coerenza complessiva sempre più fragile.
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Lunedì Euronews ha rivelato che Dubravka Šuica, la commissaria europea per il Mediterraneo, era in viaggio per Israele. Una portavoce della Commissione ha poi spiegato che la visita era stata preparata da tempo. Non era però stata annunciata sulla pagina dedicata alla commissaria e questo ha colto di sorpresa diverse capitali europee.
La capo-portavoce Paula Pinho non ha saputo spiegare perché il viaggio non fosse stato comunicato in modo adeguato, limitandosi a dire soltanto che «si informeranno sulla questione».
La trasferta è arrivata subito dopo che il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, aveva interrotto ogni contatto con Kallas, in seguito ad alcune notizie di stampa secondo cui la diplomatica avrebbe paragonato il Paese al Sudafrica dell’epoca dell’apartheid.












