Bologna, 23 giugno 2026 – “Mi sono difeso”. Il settantenne che, sabato 13 giugno, ha staccato un pezzetto di lobo all’autista Tper nel corso di una colluttazione, si è presentato in Questura, accompagnato dal suo avvocato, per rendere spontanee dichiarazioni e dare la propria ricostruzione, dei fatti.

Tutto era accaduto alle 8 del mattino, a boro del bus di linea 96 che era appena partito dal capolinea e si trovava nei pressi della fermata di piazza Minghetti.

È il legale dell’uomo, l’avvocato Domenico Avati, a riassumere la versione resa dal suo assistito: “Abbiamo spiegato che non si è trattato di una situazione in cui l’autista ha cercato di allontanare un aggressore molesto. Ma di un passeggero che si è difeso da un’aggressione ingiusta su un autobus, iniziata in maniera arbitraria dall’autista: in quel momento il mio assistito era solo e intrappolato, le porte erano chiuse e non poteva neanche scappare. Lui, un ultrasettantenne, peraltro senza precedenti, mentre l’autista ha diversi anni di meno ed è corpulento”, ha spiegato l’avvocato.

L’autista era arrivato “lungo” alla fermata, poi la colluttazione

In un primo momento l’autista, che aveva chiesto l’intervento del 118 e della polizia, aveva raccontato di essere stato aggredito dal passeggero a seguito di una distrazione: il conducente aveva infatti notato solo in un secondo momento l’utente che chiedeva la fermata e così aveva arrestato il bus non alla pensilina, ma qualche metro più in là.