Raggiunto l'accordo di base che regola la presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità. Dopo settimane di confronto e polemiche, i sindacati di categoria hanno oggi definito un'intesa preliminare con la Sisac, la Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati, e la firma definitiva è attesa per domani. Un passo decisivo in vista del 30 giugno, la scadenza prevista dal Pnrr per l'entrata in funzione delle 1.038 nuove strutture territoriali. Positivo il giudizio del ministro della Salute Orazi Schillaci, anche se le sigle sindacali non sono state compatte e due, Smi e Snami, hanno deciso di bocciare l'intesa.

"Stiamo trattando con i sindacati e con le Regioni e speriamo a breve di avere una soluzione. Siamo ottimisti e aspettiamo di arrivare a una conclusione. C'è un accordo di base", ha annunciato in mattinata Schillaci a margine dell'Assemblea pubblica di Farmindustria. "Vogliamo fortemente che i medici di medicina generale siano all'interno delle Case di comunità, le nuove strutture territoriali, perchè sono quelli che meglio conoscono i pazienti. Questo ci farà vedere una sanità più moderna e più di prossimità e vicina ai cittadini e spero che ciò porti anche a decongestionare i pronto soccorso", ha aggiunto. A stretto giro, la conferma da parte delle Regioni: "C'è condivisione sull'ipotesi di accordo collettivo nazionale di lavoro dei medici di medicina generale per l'attuazione delle Case di Comunità.