Invecchiare è un privilegio, dice il saggio. Perché l’alternativa all’invecchiare è una sola e sappiamo tutti quale. Ma che succede quando la società in cui si vive considera gli anziani una zavorra, un peso da gestire senza farsi intralciare troppo (forse apprezzati un pelo di più dei bambini, che ormai abbiamo capito, per qualcuno dovrebbero avere le fattezze e i bisogni delle bambole)? Che invecchiare diventa insopportabile non solo e non tanto per gli acciacchi che l’età si porta dietro, ma soprattutto per la consapevolezza di essere considerati non apprezzabili (figuriamoci utili). E allora che carezza le parole di papa Leone XIV in una lettera indirizzata a Mauro Squeo, presidente di Auser Ticino Olona, che conteneva un invito: considerare sempre gli anziani come un dono e una benedizione da accogliere. Come? Con fatti concreti come “Estate Gentile”: 33 ragazzi, la maggior parte dei quali si è messa in gioco senza la leva dei crediti scolastici, che hanno scelto di dedicare le proprie vacanze estive agli anziani.