Pavia. Le mani stringono mani e accarezzano il volto di chi soffre. Una presenza che diventa conforto e sollievo per i più fragili. La folla in piazza San Pietro in Ciel d’Oro - 1.800 fuori e dentro la Basilica, secondo le autorità - si commuove quando Papa Leone XIV percorre con incedere solenne il tappeto rosso verso la chiesa che custodisce le spoglie di Sant’Agostino. «Siate tutti segno di amore e carità nel mondo» è il messaggio del Pontefice ai tanti volontari delle associazioni di ammalati e disabili, da Anffas a Unitalsi, l’Unione nazionale italiana Trasporto ammalati, passando per la miriade di altre realtà solidali, che hanno accolto il Santo Padre nella tappa chiave e più spirituale della giornata.
Familiari e volontari Lungo il percorso, all’ombra provvidenziale dell’albero al centro della piazza, ci sono loro, i più fragili, ma anche chi a loro si dedica ogni giorno. Come Marianna Zuccarello, che spinge la sedia a rotelle della sorella Angela: «Ha voluto portare un disegno da regalare al Pontefice, ci teneva tanto», dice con gli occhi lucidi. Per Fabio Pirastu, presidente della sezione pavese Uildm, l’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, la visita del Papa «è un momento importante per la città e per il mondo delle associazioni di Pavia: bellissimo vedere come il sociale sia la base dei movimenti di aiuto nella nostra città».










