Ridotta in appello da 2 anni e 8 mesi a 1 anno e 6 mesi la condanna di Fares Bouzidi per resistenza a pubblico ufficiale. Riconosciute le attenuanti generiche e ridotti i risarcimenti.
Fares Bouzidi (foto da LaPresse)
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È stata ridotta in appello, quasi dimezzata, da due anni e 8 mesi di reclusione a un anno e 6 mesi, con il riconoscimento delle attenuanti generiche, la condanna con rito abbreviato per resistenza a pubblico ufficiale per Fares Bouzidi, amico di Ramy Elgaml, il 19enne che era in sella allo scooter guidato dal 22enne e che morì cadendo nello schianto il 24 novembre 2024 a Milano, al termine di un inseguimento di circa 8 chilometri da parte dei carabinieri.
Lo ha deciso la seconda sezione penale della Corte d'Appello, presieduta da Enrico Manzi, che ha riconosciuto al giovane le attenuanti equivalenti alla recidiva e ha anche ridotto i risarcimenti a carico dell'imputato da 2mila a mille euro per danni morali a favore di ciascuna delle sei parti civili, ossia i carabinieri coinvolti, assistiti dai loro legali, tra cui gli avvocati Paolo Sevesi e Arianna Dutto. La difesa di Bouzidi aveva insistito in particolare per l'esclusione della recidiva, per il riconoscimento delle attenuanti generiche e per una riduzione dei danni liquidati ai militari costituiti parte civile, richieste che hanno trovato accoglimento nella decisione dei giudici. Il sostituto procuratore generale Vincenzo Fiorillo aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado a 2 anni e 8 mesi del giugno 2025, emessa dal gup Fabrizio Filice, sostenendo che l'inseguimento fosse stato legittimo e doveroso da parte dei carabinieri.












