HomeMilanoCronacaCaso Ramy, l’amico Fares: “Non scapperei più ma i carabinieri si assumano le proprie responsabilità”Milano, attesa per la sentenza d'appello che vede il giovane accusato di resistenza a pubblico ufficiale. La sera del 24 novembre 2024 era alla guida dello scooter inseguito dai carabinieri su cui ha trovato la morte Ramy ElgamlFares Boudizi (a sinistra) e Ramy ElgamlRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici Milano, 17 giugno 2026 – “Sono dispiaciuto di non essermi fermato, se potessi tornare indietro non lo rifarei. Sono dispiaciuto per il mio amico Ramy, ma non è colpa mia se è morto”.

Fares Bouzidi, il ventireenne alla guida dello scooter inseguito dai carabinieri su cui il 24 novembre 2024 ha trovato la morte Ramy Elgaml, accetta le proprie responsabilità rispetto all'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, rinuncia ai motivi d'appello e chiede di risarcire in modo equo le parti offese. I rilievi sul luogo dell’incidente tra via Ripamonti e via Quaranta dove la notte del 24 novembre 2024 è morto Ramy Elgaml al termine di un inseguimento

Il processo e la condanna

Un anno fa il giudice dell'udienza preliminare di Milano Fabrizio Filice aveva condannato Fares a due anni e otto mesi e aveva stabilito un risarcimento di 2mila euro per ciascuno dei sei carabinieri, parte civile nel processo.