La pena da 2 anni e 8 mesi è stata ridotta a 1 anno e mezzo di reclusione. Dimezzato il risarcimento ai carabinieri. In un altro filone il giovane è accusato di omicidio stradale in concorso col carabiniere alla guida della Gazzella
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Condanna ridotta in appello per Fares Bouzidi, il giovane alla guida dello scooter inseguito dai carabinieri su cui nel novembre 2024 ha trovato la morte Ramy Elgaml, a processo per resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice di Milano Enrico Manzi - nel processo abbreviato - ha inflitto la pena di un anno e sei mesi e un risarcimento di mille euro a ciascuno dei sei carabinieri. Un anno fa, in primo grado, l'imputato era stato condannato a due anni e otto mesi e a un risarcimento di 2mila euro per ogni parte civile.L'accusa di omicidio stradaleFares Bouzidi, in un altro filone dell'indagine, è anche accusato di omicidio stradale in concorso al carabiniere alla guida dell'auto che inseguiva il 19enne. Bouzidi guidava lo scooter inseguito per 8 km, per concorso in omicidio stradale. La procura ha chiesto per lui il rinvio a giudizio ma la data dell'udienza preliminare non è ancora stata fissata. Nell'inchiesta sono anche indagati altri sei militari accusati, a vario titolo, di favoreggiamento, depistaggio e falso nel verbale d'arresto dell'amico di Ramy o per aver intimidito i testimoni oculari dei fatti facendo cancellare loro video e frame dell'incidente.Fares Bouzidi: "Potessi tornare indietro non lo rifarei""Sono dispiaciuto di non essermi fermato, se potessi tornare indietro non lo rifarei. Sono dispiaciuto per il mio amico Ramy, ma non è colpa mia se è morto" le parole dell'imputato in aula stamattina. "Fares si è assunto le proprie responsabilità, ha ammesso la resistenza, ora ci aspettiamo la stessa presa di coscienza da parte dei carabinieri" il commento - prima del verdetto - dell'avvocato Marco Romagnoli che insieme alla collega Debora Piazza difende Fares.









