Le parole usate dai professionisti di MétéoFrance non lasciano dubbi: le temperature misurate in questi giorni nel territorio francese hanno raggiunto livelli eccezionali, e l’ondata di caldo in corso assume una “severità confrontabile con quella dell’agosto 2003”, ritenuta allora di portata millenaria per intensità, estensione e durata ma ora replicabile con crescente frequenza sotto la spinta del riscaldamento globale antropogenico. Il fenomeno, lo sappiamo bene, riguarda tutta l’Europa, Italia in testa. Quello di ieri, lunedì 22, è stato il pomeriggio più caldo mai registrato nell’insieme della Francia, non solo in giugno ma in qualunque mese dell’anno, con una media nazionale delle temperature massime di 37,8 °C e punte soffocanti, a loro volta inedite, di 43,0 °C a Brive-la-Gaillarde (Nuova Aquitania), 41,9 °C a Bordeaux, 41,8 °C a Poitiers, 41,7 °C a Nantes e perfino 40,6 °C a Rennes, capoluogo della fresca Bretagna dove di norma, in questa stagione, la massima diurna dovrebbe veleggiare intorno a 22 °C. E per questo pomeriggio – martedì – si attende un ulteriore aumento delle temperature fino a incredibili massimi di 43-45 °C nella Valle della Loira (oggi sono in vigilanza rossa canicola 54 dipartimenti francesi, numero più elevato da quando nel 2004, dopo l’epocale calura dell’estate precedente, venne inaugurato il sistema di allertamento per le ondate di calore). Stiamo parlando di valori completamente fuori scala rispetto alla climatologia di quelle zone, anche 20 °C sopra media, e non per un giorno, ma per un periodo che potrebbe estendersi a gran parte di questa settimana, se non oltre.
Siamo nell’ondata di caldo più lunga dal 2003. E ora si rischia “l’effetto asciugacapelli”
Le previsioni: nessuna attenuazione almeno fino alla fine del mese










