Dopo aver raggiunto la massima espressione della Luce con il solstizio d’estate con picchi da 35°, ci avviciniamo ad una delle notti più famose d’Italia: la Notte di San Giovanni. Ma facciamo un piccolo passo indietro nel tempo. Ebbene sì, in Italia fino al IV secolo D.C. la religione principale e dominante era il paganesimo. Per molti secoli la nostra amata Italia ha professato culti politeisti e pagani, prima che il cristianesimo soppiantasse definitivamente queste religioni. Gli Etruschi avevano una fede dominata dal destino e dalla divinazione ad esempio leggevano il futuro nei fulmini. I Latini, i Sabini, gli Umbri e i Sanniti avevano divinità legate all’agricoltura, ai boschi e alla guerra, per questa ultima cosa il dio da loro venerato era Marte (anche se originariamente Marte era considerato il dio della fertilità e della natura).
Nel Sud Italia (Sicilia, Campania, Puglia e Calabria) i coloni greci importarono invece il culto dei miti intramontabili come Zeus, Atena e Apollo. Sotto la dominazione romana, i culti delle varie regioni si fusero, attraverso un processo chiamato sincretismo. Inizialmente i Romani lasciarono ai popoli conquistati la possibilità di continuare a venerare i loro dèi: ad esempio il cuore dello Stato romano venerava Giove, Minerva e Giunone. Mentre le famiglie italiane, oltre a questi primari dèi veneravano gli spiriti e gli antenati che secondo le credenze dell’epoca, proteggevano la casa. Insomma, nonostante i romani fossero un popolo di conquistatori, erano piuttosto benevoli nell’accogliere i culti dei popoli sottomesse.











