| 23 Giugno 2026 14:39 |

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Il ricordo durante il Festival Trame di Michele Albanese al quale sarà intitolato un premio per i cronisti, all’incontro presente la moglie e le figlie del giornalista scomparso

LAMEZIA TERME – «Appena mio papà ha aperto gli occhi mi ha chiesto della salute del Papa. E ancora informazioni su notizie, su che cosa doveva mandare al giornale. Spero che mio padre non venga dimenticato». Maria Pia Albanese e la sorella Michela, sul palco di Trame per uno spazio dedicato alla memoria di Michele Albanese per l’incontro “Giornalismo contro le mafie”, per il quale sarà istituito il “Premio giornalistico Trame Michele Albanese”. Maria Pia, giornalista anche lei, ha ricordato anche il giorno dell’esame di giornalista «con mio padre dietro la porta».

Al fianco delle figlie di Michele Albanese, giornalista de L’AltraVoce/ Quotidiano del Sud e dal 2014 sotto scorta, scomparso a febbraio scorso, il presidente delle Fondazione Trame, Nuccio Iovene, il giornalista Giovanni Tizian, direttore artistico del festival dei libri sulle mafie (è stata la sua ultima edizione alla direzione del festival visto che nella serata conclusiva è stato annunciato il nome del successore, Raffaella Calandra, inviata de IlSole24ore e prima di Radio24- dove conduceva la trasmissione d’inchiesta Storiacce-) e Graziella Di Mambro di Articolo 21. Tra il pubblico la moglie di Albanese, Melania e Don Pino De Masi oltre al collega Domenico Galatà. «La ‘rottura simbolica di Polsi’ con la ‘ndrangheta, che ha scelto quel santuario come base logistica per i suoi summit”. Era il 2017 quando Michele – ha affermato Di Mambro – faceva queste affermazioni, attualissime quasi dieci anni dopo». a proposito del premio che sarà dedicato ad Albanese ha parlato di «un progetto che vuole portare avanti il metodo-Albanese e sostenere i cosiddetti cronisti di periferia e al quale Articolo 21 aderisce con emozione e convinzione».