Il report pubblicato dall’ISTAT non analizza semplicemente l’andamento dell’efficienza del sistema giudiziario italiano, ma lo fa all’interno del quadro di riferimento degli obiettivi stabiliti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il nostro Paese, infatti, si è impegnato a raggiungere diversi traguardi e obiettivi concordati con la Commissione europea riguardo l’efficienza della giustizia, da raggiungere entro il 30 giugno 2026. Tra i vari obiettivi, due in particolare riguardavano la riduzione della durata dei procedimenti, sia quelli civili che quelli penali, che sarebbero dovuti diminuire rispettivamente del 40 e del 25 per cento.

Su questa base, quindi, il report ISTAT presenta due percentuali che raccontano i risultati ottenuti dal governo in questi ambiti: rispetto all’anno di riferimento, cioè il 2019, la durata dei procedimenti civili è diminuita del 28,8 per cento, mentre quella dei procedimenti penali del 31,2 per cento.

Ciò che si evince dal confronto tra gli obiettivi del PNRR e i dati ISTAT è che, delle due percentuali citate da Forza Italia, solo una ha raggiunto il target del PNRR. È vero infatti che rispetto al 2019 la durata dei procedimenti penali è scesa al di sotto della soglia stabilita dal PNRR, ma il problema sta nella durata dei procedimenti civili. La durata di questi procedimenti, infatti, sebbene sia diminuita del 28,8 per cento, rimane ancora lontana dall’obiettivo del 40 per cento del PNRR. Inoltre, se si osserva anno per anno la variazione della durata dei procedimenti, si nota come il governo Meloni si inserisce in un trend positivo che era già iniziato nel 2021, soprattutto per i processi civili.