Ultima udienza nell’aula bunker del carcere di Rebibbia per il femminicidio di Ilaria Sula. L’avvocato di Mark Samson contro l’aggravante di premeditazione.
Mark Samson.
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Una discussione lunga quella che si sta tenendo questa mattina, martedì 23 giugno 2026, nell'aula bunker del carcere di Rebibbia per il femminicidio di Ilaria Sula. Mark Samson è apparso come unico imputato: sua madre, che lo ha aiutato a disfarsi del cadavere della ventiduenne e a ripulire la casa in cui vivevano dal sangue dopo il delitto, ha patteggiato due anni di carcere. Quella di oggi è l'ultima udienza prima della sentenza di primo grado.
L'accusa nei suoi confronti è di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima, nonché di occultamento di cadavere per aver nascosto il corpo di Ilaria Sula in una valigia ed essersene liberato nelle colline fra Roma e Tivoli, in un dirupo di Capranica Prenestina. Nell'ultima udienza, la Procura aveva chiesto che fosse condannato all'ergastolo. La difesa di Mark Samson dell'avvocato Paolo Foti "Si è reso conto che l’alternativa era la prigione ed ha inscenato una recita durata una settimana. Una scelta vigliacca, tipico dei vigliacchi quello che ha fatto. Ha provato a salvarsi", ha dichiarato l'avvocato Paolo Foti che assiste il giovane reo confesso. Poi passa a provare a confutare l'aggravante di premeditazione: "Come faceva Mark, se fosse stata premeditata, a sapere la reazione che avrebbe avuto la sua madre. Che premeditazione può esserci in tutto questo? La madre avrebbe potuto urlare, sarebbe potuta fuggire fuori casa. Avrebbe potuto soffocarla in piena notte senza spargimento di sangue", spiega.







