Al via davanti ai giudici della Terza corte di Assise il processo per Mark Samson, reo confesso dell'omicidio della sua ex fidanzata Ilaria Sula, la studentessa originaria di Terni uccisa lo scorso marzo nell'appartamento di via Homs, nel quartiere Africano, con tre coltellate al collo e abbandonata in una valigia in fondo a un dirupo nella zona di Capranica Prenestina. Mark Samson è in aula, così i suoi genitori. Testa china, il ventitreenne non alza mai lo sguardo. Guarda per terra nel box per gli imputati in cui è seduto. A pochi metri da lui, la famiglia, gli amici della vittima e tanti sostenitori con una maglietta con il volto di Ilaria Sula e la scritta "Giustizia per Ilaria".
Accoltellato mentre cerca un posto per dormire, era stato allontanato durante lo sgombero delle ex officine Romanazzi
Marco Carta
Alla luce di tutti gli elementi emersi nel corso dell'indagine i pm capitolini, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, che contestano l'accusa di omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione, oltre a quelle dei futili motivi e della relazione affettiva con la vittima e l'occultamento di cadavere, hanno chiesto e ottenuto il giudizio immediato.
"O torna con me o la uccido", ero uno dei messaggi trovati dagli inquirenti nel telefonino del giovane e da cui emerge il 'progetto' del femminicidio. Nell'ordinanza con cui lo scorso aprile è stato convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere, il gip Antonella Minunni aveva sottolineato come "ciò che colpisce è il suo atteggiamento di forte autocontrollo e lucidità, in particolar modo nella fase successiva all'omicidio di Ilaria. Nonostante egli avesse detto più volte di non riuscire a vivere senza Ilaria e a non immaginare una vita senza di lei, dopo averla brutalmente uccisa ed essersi liberato del cadavere della ragazza, riesce a rientrare nella normalità sin da subito". La posizione della madre di Samson, accusata di concorso in occultamento di cadavere aggravato dal nesso teleologico, è stata invece stralciata e il prossimo 28 novembre il gip dovrà esprimersi sulla richiesta di patteggiamento a due anni.









