NVidia
Google sta investendo decine di miliardi di dollari per trasformare le proprie Tensor Processing Unit (TPU) in un’alternativa credibile al dominio di NVIDIAnel mercato degli acceleratori AI.
La strategia è cambiata radicalmente: non basta più usare questi chip internamente, l’obiettivo è costruire un business globale capace di competere con l’hardware della casa di Santa Clara. La mossa arriva in una fase in cui la domanda di potenza di calcolo cresce a ritmi eccezionali e la disponibilità di acceleratori è diventata uno degli elementi più critici per lo sviluppo dei modelli generativi.
Da chip interno a piattaforma commerciale
Le origini delle TPU risalgono al 2013, quando i ricercatori di Google si resero conto che la crescita delle reti neurali avrebbe richiesto hardware specializzato.








