VENEZIA - Dedicare la Pescheria di Rialto al nobile e mercante veneziano Pietro Querini, scopritore dello stoccafisso dopo essere naufragato, nel 1432, sulle isole Lofoten. La proposta arriva dal Comitato "Rialto Novo", che a tal proposito ha lanciato una raccolta firme a sostegno di un'iniziativa che si basa su una legge del 1927, che «dà la possibilità spiega la presidente Gabriella Giaretta d'intitolare una via o una piazza a qualcuno, inoltrando la richiesta al Comune di riferimento».
La decisione prende spunto da un fatto storico da lei ripercorso. «Verso campo de le Becarie, adiacente alla Pescheria, abitavano gli antenati di Querini, la cui casa venne poi distrutta dal doge a causa della partecipazione alla congiura del Tiepolo». Era il 1310 quando il nobile Baiamonte Tiepolo la mise in atto, assieme a Marco Querini e Badoero Badoer, contro il doge Pietro Gradenigo. Le proposte del Comitato vanno oltre, alla luce delle 24 formelle in ceramica dipinte dall'artista Franco Fortunato, ognuna delle quali descrive un pezzo di storia di Pietro Querini: dalla sua partenza al rientro a Venezia.«Sono stata contattata a gennaio da un suo discendente, che già conoscevo. Mi ha spiegato che un amico aveva realizzato queste opere e che sarebbe stato bello esporle in Pescheria. Insieme all'artista, arrivato da Roma, sono andata a parlare con l'assessora Francesca Zaccariotto verso metà febbraio. La risposta della sua segreteria racconta Giaretta è stata che esprimevano grande apprezzamento per l'iniziativa, ma che avremmo dovuto rivolgerci a Muve. E da loro ci è stato proposto di posticipare tutto al termine dei lavori di restauro alle logge».Le formelle Essendo la teca in ferro impreziosita dalle 24 formelle già ultimata, Giaretta ha dunque pensato di darle il benvenuto ieri, in occasione della 26. Giornata della creatività che ha ospitato in Pescheria, come da tradizione, una sessantina di artigiani per passione, desiderosi di mostrare le proprie creazioni al pubblico. Erano presenti anche i ragazzi di Venice Calls e il gruppo Sant'Elena, mentre nel pomeriggio hanno cantato Voci di Laguna sotto la direzione di Monica Giori.Lunga 120 cm e alta 80, formata da formelle di 15 cm per 15, per la teca è stata lanciata dal Comitato una raccolta fondi a cui c'è chi (e non solo veneziani) sta già aderendo. Anche perché a coloro che offriranno almeno 250 euro sarà donata la riproduzione di una formella dell'artista.In attesa di trovare all'opera una collocazione definitiva, la presidente lancia un appello a realtà museali o parrocchie del centro storico affinché la ospitino nei propri spazi, per permettere al pubblico di ammirarla. Ieri intanto è stata organizzata una giornata di festa in Pescheria, a cui hanno preso parte anche alcuni ospiti che hanno illustrato l'iniziativa del Comitato ricordando Querini. Tra loro, Franco Fortunato e Luciano Claut, direttore artistico di "Rialto Novo", oltre che Stanislao De Marsanich, presidente de "I parchi letterari", e Paolo Francis Quirini, discendente del nobile veneziano.






