SANTA GIUSTINA (BELLUNO) - Due anziani soli, un badante assunto per aiutarli e il sospetto che dietro quell'assistenza si nascondesse un tentativo di approfittare della loro vulnerabilità. È una storia che arriva da Santa Giustina e che va oltre la cronaca giudiziaria, perché accende i riflettori su una realtà spesso invisibile: quella della fragilità e della necessità di costruire una rete di protezione attorno a chi non è più in grado di difendersi da solo.
LA FRAGILITÀ La vicenda ha avuto inizio nei primi mesi dell’anno, quando due fratelli ultraottantenni, affetti da gravi problematiche psico-fisiche, hanno assunto un badante siciliano affinché li aiutasse nelle attività quotidiane. I due anziani, privi di una rete familiare in grado di sostenerli, si trovavano infatti in una condizione di particolare vulnerabilità. Alcuni comportamenti dell’uomo e alcune dichiarazioni rese dagli stessi anziani hanno però insospettito il medico di base e gli assistenti sociali, che hanno chiesto ai Carabinieri di effettuare ulteriori accertamenti. Dalle indagini sarebbe emerso che il badante non si limitava a svolgere le mansioni per cui era stato assunto, ma avrebbe cercato anche di appropriarsi di somme di denaro. Si parla di alcune decine di migliaia di euro. L’accusa formulata dai Carabinieri di Santa Giustina e dalla Procura della Repubblica di Belluno è quella di circonvenzione di incapace. ATTENZIONE A CHI CI CIRCONDA Al di là della vicenda specifica, sulla quale saranno gli organi competenti ad accertare eventuali responsabilità, quanto accaduto mette in luce l’importanza della capacità di un territorio di fare rete quando emergono situazioni di possibile isolamento, difficoltà o vulnerabilità.«Riteniamo importante condividere un messaggio rivolto a tutte le famiglie, agli anziani e a coloro che quotidianamente vivono situazioni di solitudine, malattia o difficoltà», premette il sindaco di Santa Giustina, Ivan Minella. «Le istituzioni del territorio – Carabinieri, Servizi sociali, Comune, operatori sanitari e volontariato – costituiscono una rete di prossimità che lavora ogni giorno per intercettare situazioni di disagio, prevenire possibili abusi e offrire sostegno a chi ne ha bisogno. Invitiamo pertanto tutti i cittadini a non sottovalutare segnali di isolamento, improvvisi cambiamenti nelle abitudini delle persone anziane, difficoltà nella gestione delle pratiche quotidiane o del denaro, oppure situazioni che possano destare preoccupazione. Una telefonata, una segnalazione o una semplice richiesta di verifica possono contribuire a tutelare persone che spesso non sono nelle condizioni di chiedere aiuto autonomamente». Il Comune di Santa Giustina rinnova il proprio ringraziamento all’Arma dei Carabinieri, ai servizi socio-assistenziali e a tutte le persone che, con senso civico e senso di responsabilità, hanno contribuito a far emergere una situazione che meritava attenzione. TERRITORIO FRAGILE È importante comprendere che anche nel nostro territorio esistono situazioni di fragilità e che i segnali di disagio non vanno mai sottovalutati. Questo episodio, conclusosi positivamente una quindicina di giorni fa per le due persone coinvolte, richiama inevitabilmente alla mente il tentato omicidio avvenuto dieci giorni fa e che ha coinvolto una coppia di coniugi di Santa Giustina. Anche in quel caso, alla base del gesto vi sarebbe stata una profonda fragilità interiore dell’uomo, sopraffatto dalla malattia della madre e incapace di gestire una situazione che lo aveva progressivamente condotto alla depressione. Una vicenda diversa, ma accomunata dal tema della vulnerabilità umana: l’uomo poteva contare su un contesto familiare e relazionale, che tuttavia non è riuscito da solo a contenere una situazione poi degenerata in un atto che non può in alcun modo essere giustificato. L’attenzione deve quindi rimanere sempre alta, da parte di tutti e nei confronti di tutti, ma soprattutto verso coloro che stanno attraversando un periodo di particolare fragilità.








