Diciassette anni

Giovanni M. Jacobazzi

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“Finalmente, nonostante le tante difficoltà, si è chiusa una delle pagine più brutte della storia plurisecolare dell’Arma. A tutela del prestigio e dell’integrità dell’istituzione, mi auguro adesso che il ministro della Difesa Guido Crosetto e il comandante generale Salvatore Luongo procedano con tempestività all’adozione delle previste misure disciplinari”, afferma Luca Marco Comellini, presidente del Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari e delle Forze di Polizia (Pdm), costituitosi parte civile nel dibattimento.

“Non credo che sarà sufficiente la sospensione dal servizio di qualche settimana: questi militari, che hanno fatto mirabili carriere, hanno tradito la fiducia degli italiani. Non può quindi esserci alcun spazio per loro dopo essersi macchiati di tali efferate condotte”, aggiunge Comellini, ricordando che già all’indomani della sentenza di primo grado lo stesso Comando generale dell’Arma aveva definito i comportamenti accertati “lontani dai valori e dai principi dell’Arma”. “Come Pdm vigileremo e siamo già pronti con un’istanza di accesso civico per acquisire la documentazione sullo stato dei procedimenti disciplinari, segnalando qualora fosse necessario alla Procura della Repubblica competente ogni eventuale inerzia che dovesse emergere”, puntualizza Comellini.