di Lola García-Ajofrín - El Confidencial (Madrid)
Il 10 aprile il governo polacco ha organizzato l’esplusione verso l’Afghanistan di nove cittadini afghani, nonostante la Corte europea dei diritti umani avesse emesso misure cautelari prima del loro volo. I loro avvocati sono riusciti a presentare una richiesta ai giudici di Strasburgo per bloccarla: tre sono stati espulsi nonostante la decisione della Corte.
Queste persone sono partite su un aereo militare da Cracovia verso Tashkent, in Uzbekistan, e da lì a Kabul. Erano accompagnati da 15 guardie di frontiera polacche, un medico, otto membri dell’aeronautica militare e un osservatore indipendente.
“Nessuno di loro aveva precedenti penali in Polonia, anche se il governo cerca di raccontare che stiamo espellendo dei criminali”, precisa a El Confidencial l'avvocato polacco Tomasz Sieniow, presidente dell'ong Istituto dello stato di diritto (Rule of Law Institute), che viaggiava sul volo in qualità di osservatore. “Erano solo rifugiati che non sono stati riconosciuti come tali”, afferma.
Da marzo 2025, la Polonia mantiene la sospensione del diritto di richiedere asilo ai rifugiati che arrivano nel paese attraverso il confine con la Bielorussia. Gli afghani sono uno dei gruppi più numerosi – superati solo da siriani e somali – che raggiungono il confine polacco-bielorusso attraversando la foresta di Białowieża.














