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Finché i locali restano aperti è movida, quando abbassano le saracinesche, raccontano i residenti, San Lorenzo è terra di nessuno. Tra piazza dell’Immacolata, via dei Sabelli e via dei Marsi, alle birre e superalcolici comprati nei minimarket e alla musica fortissima dalle casse bluetooth, seguono risse, aggressioni e rapine.

Nel fine settimana si riempie di ragazzi e ragazze: musica e aperitivi animano uno dei quartieri simbolo della vita notturna romana, frequentato soprattutto da universitari e liceali. Chi vive nella zona, però, denuncia cosa accade quando chiudono i pub e la piazza resta nelle mani di chi continua a bere e ascoltare musica: «Non finisce mai, restano in piazza con le casse e si ubriacano. E più sale il tasso alcolemico più c’è il rischio che sfoci in aggressioni. Siamo preoccupati e a dir la verità, anche stufi». I problemi, spiegano, iniziano soprattutto dopo le due del mattino: «A fine maggio avevano anche tirato delle bottiglie a casa di una signora», ricordano. Una scena filmata dall’inizio alla fine, una vendetta nata perché la residente aveva rimproverato un gruppo di ragazzi che picchiava un coetaneo. Poco dopo le bottiglie le sono volate a un centimetro dalla finestra, poi i due lanciatori sono scappati per tornare sotto casa sua e tentare di tirarle contro un passeggino. «Da ormai dieci anni la movida è diventata molto aggressiva: vandalismo, risse, aggressioni e rapine - spiega Cristiano Morgante, residente e membro del comitato di quartiere San Lorenzo - Da anni denunciamo questa situazione, ma troppo spesso ci è stato risposto dall’Amministrazione che la violenza era soltanto una percezione dei residenti. Oggi i fatti raccontano altro».