La zona universitaria, un tempo cuore pulsante di cultura, si è trasformata in un fronte di illegalità e degrado. Con la chiusura di aree, i problemi si sono spostati e amplificati: musica a tutto volume fino all’alba, sporcizia e una percezione di insicurezza dilagante. Chiediamo un presidio costante delle forze dell’ordine, interventi mirati contro lo spaccio e il rumore e un piano di riqualificazione che restituisca dignità al quartiere.
Marco Larici
Risponde Beppe Boni
Zona universitaria, Piazza Verdi e dintorni, un problema antico che come l’araba fenice ogni tanto risorge. Una soluzione strutturale e definitiva sembra lontana anche quando si lanciano progetti per tenere alla larga balordi e spacciatori. Ne è prova il parapiglia con una studentessa colpita da uno schiaffo sferrato da un residente ed ex consigliere di centrodestra a San Vitale e Santo Stefano, Loris Folegatti, finito a sua volta in ospedale dopo un pugno ricevuto da uno degli attivisti del collettivo Cua. Folegatti aveva schiaffeggiato leggermente una ragazza che, a suo dire, aveva cercato di strappargli dalle mani il telefono con cui aveva fatto un video. I soliti collettivi avevano tentato di interrompere la rassegna estiva allestita attraverso il locale La scuderia con motivazioni assurde citando una presunta occupazione ’fascista in nome del fatto che la piazza è di tutti. Parole in libertà senza senso. L’area è aperta a chiunque senza alcun problema, anche se sono attivi un paio di locali. Nella Scuderia ci si può perfino sedere senza consumare. Più libertà di così. Il promotore degli eventi ha risposto che "si va avanti". Sarebbe assurdo darla vinta al solito gruppo di violenti. Sindaco e forze dell’ordine, aprano il cassetto, estraggano un po’ di coraggio e comincino a distribuire qualche Daspo urbano contro chi è responsabile di aggressioni e minacce. Non sarà la soluzione definitiva ma può aiutare.







