Il Rapporto Assogestioni-Censis sulla previdenza complementare presentato il 23 giugno a Roma, nella suggestiva cornice dell’Auditorium dell’Ara Pacis, restituisce una fotografia molto interessante del rapporto degli italiani con il proprio futuro pensionistico. Un dato emerge con particolare evidenza: oltre sette lavoratori su dieci ritengono che la pensione pubblica sarà in grado di garantire al massimo il 60% del reddito percepito durante la vita lavorativa. Si tratta di una consapevolezza diffusa, che conferma come il tema dell’adeguatezza delle pensioni sia ormai entrato stabilmente nella percezione collettiva.

Eppure, a fronte di questa consapevolezza, la partecipazione alla previdenza complementare continua a essere inferiore rispetto al potenziale, circa il 40% delle forze lavoro. È il segnale di un fenomeno che gli economisti comportamentali conoscono bene: sapere che esiste un problema non significa necessariamente agire per risolverlo. Le decisioni previdenziali riguardano un orizzonte temporale molto lungo, richiedono fiducia, capacità di pianificazione e una certa familiarità con strumenti che non sempre vengono percepiti come immediatamente rilevanti nella vita quotidiana.