Ospite della ‘Fondazione Vialli e Mauro golf club’ al Royal Park I Roveri di Fiano Torinese (in un evento benefico per raccogliere fondi a favore della ricerca sul cancro e sulla Sla), Michel Platini ieri è tornato a parlare di pallone a 360 gradi, rivelando che tornerà nel mondo del calcio ma solo come consigliere ed esclude di farlo con la Juventus. "Quando penso alla Juve penso ai tifosi, ai bellissimi anni che ho trascorso qui, all’impegno della famiglia Agnelli - ha detto Platini - ma escludo di poter fare parte della dirigenza. Quella che si è appena conclusa è stata una stagione non troppo positiva ma sarebbe bastato vincere la partita con la Fiorentina per rivalutare l’intera annata. Il calcio è così".

Non mancherà in futuro, però, il suo impegno in questo sport: "Ho dei progetti sul calcio, è vero, ma solo come consigliere. Non ho intenzione di entrare in una società o in una organizzazione. L’ho fatto in passato e va bene così. Non ho più cinquant’anni...".

Platini poi si è soffermato sulla crisi del calcio italiano: "L’Italia deve ripartire da zero - ha detto ‘Le Roi’ - non è possibile che per tre volte la nazionale non partecipi al Mondiale. Il calcio italiano deve fare quello che abbiamo fatto in Francia quando non andavamo mai ai Mondiali. Si riparta dalla costruzione di un centro di educazione e formazione per tutto il sistema. In Francia questo ha dato i suoi frutti". Serve, secondo Platini, una presa di coscienza generale che superi l’ambito sportivo: “Quando in Francia abbiamo deciso di azzerare tutto e ripartire è stata una decisione politica, non calcistica. Si sono fatti gli stati generali del calcio e abbiamo iniziato a far crescere i talenti. Da qualcosa di simile può rinascere il calcio italiano". Continua a leggere tutte le notizie di sport su