Una vita da fuoriclasse dentro e fuori dal campo, con qualche inciampo e tantissimi successi.
Michel Platini compie 70 anni: "le roi", l'icona del calcio in Francia molto prima che Zinedine Zidane in nazionale e poi i soldi del Qatar al Psg rendessero i blues l'attuale potenza mondiale.
Ma soprattutto un campione indimenticato e rimpianto della Juventus con la quale ha vinto tutto il possibile negli anni '80, quando la Serie A era il campionato più bello del mondo e le sue sfide con Diego Armando Maradona dividevano i tifosi dall'Italia al Sudamerica.
E continua ad essere protagonista anche ora, lontano dai campi. Presidente della Uefa fino al 2015 e candidato naturale alla guida della Fifa prima che una accusa di corruzione lo "azzoppasse": vicenda dalla quale è uscito vincitore con una assoluzione completa pochi mesi fa. "Sono uscito pulito, ma hanno vinto lo stesso i miei nemici. Comunque, mi hanno rubato dieci anni", ha commentato amaramente. Ma chi lo conosce sa che Michel è pronto a ributtarsi nella mischia.
Divisivo come pochi, tra chi lo ama senza remore e chi critica il suo voler essere forzatamente elitario, ma capace di mettere d'accordo tutti in un giudizio: è stato uno dei più grandi calciatori di sempre. D'altronde, basta citare i tre Palloni d'oro vinti dal 1983 al 1985 pur ricordando che fino al 1994 il premio di France Football veniva assegnato esclusivamente a calciatori europei. Elegante in campo e con piedi delicati che gli permettevano di tirare punizioni ai limiti del possibile. Uno spettacolo vederlo giocare.








