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Autogol provocato e doppietta per il gioiello turco. La "10" di Platini sempre più un segno del destino
Due gemme di assoluta bellezza e un autogol procurato per sbloccare la partita: a Philadelphia, contro i marocchini del Wydad nel secondo match del Mondiale per club, la Juventus ha mostrato al mondo tutto il talento di Kenan Yildiz. Il quale non a caso indossa la maglia numero 10 che nei giorni scorsi è stata celebrata come il vestito del neo 70enne Michel Platini. Ebbene, nella città dove furono firmate la Dichiarazione di Indipendenza e la Costituzione degli Stati Uniti, il baby turco cresciuto in Germania è uscito definitivamente dal guscio: un'autorete da lui propiziata per iniziare la gara, poi un diamante assoluto con una conclusione di controbalzo da fuori area terminata direttamente all'incrocio dei pali e, nella ripresa, un tocco dolce sul secondo palo dopo una sterzata nello stretto. Due reti meravigliose, pur se il tutto va tarato sulla forza degli avversari: la bellezza dei gesti tecnici però rimane e comunque va anche detto che pochi giorni fa il Wydad aveva fatto bella figura contro il Manchester City venendo sconfitto "solo" 2-0. La Juve si è invece imposta 4-1 (rigore di Vlahovic nel finale, anche) e, grazie al successo di ieri, ha staccato il pass per gli ottavi di finale della manifestazione: ai 17 milioni incassati per la sola partecipazione, se ne aggiungono così altre 3,6 per le due vittorie e 6,9 per il passaggio del turno. Musica per le orecchie dei cassieri della Signora, evidentemente soddisfatta per il fatturato prodotto finora dalla trasferta negli States: giovedì sera (ore 21) ci sarà la sfida contro il City di Guardiola, valida per il primato nel girone e quindi per il successivo accoppiamento.






