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Il 10 di nuovo in gol, Spalletti spera che Dusan torni quello vero. E magari firmi il rinnovo
La Juventus è ancora viva. E il quarto posto rimane possibile: certamente non facile da raggiungere, ma comunque alla portata. Per come si erano messe le cose a una dozzina di minuti dal termine della sfida dell'Olimpico contro la Roma quando la squadra, sotto di due reti, era precipitata a meno sette dai giallorossi è un mezzo trionfo. Poi è arrivato il brodino del 4-0 contro il Pisa, Yildiz è tornato al gol e Vlahovic è (quasi) pronto a riprendersi il posto al centro dell'attacco: succederà sabato a Udine, da capire se dall'inizio o a gara in corso.
Quello che pare certo è che il mai nato feeling di David con la Signora si tramuterà di qui a breve in una separazione di fatto: intanto spedendolo in panchina quasi sempre, poi magari a giugno cercandogli una sistemazione in un campionato meno competitivo della serie A. Insomma: nella rincorsa a un posto Champions, Spalletti si arrangerà con il rientrante serbo e magari riproponendo la formula di Yildiz centrale con ai fianchi Conceiçao e Boga. Nel frattempo Openda è sparito dai radar e del resto non avrebbe potuto essere altrimenti per un giocatore che non ha mai dimostrato di essere all'altezza della Signora. Tabellini alla mano, la Juve in campionato ha ricavato cinque gol da David, tre da Vlahovic e uno solo dal belga: il ruolo del centravanti ha insomma fruttato nove reti in 28 partite, poco più di una miseria per una grande squadra che dovrebbe imporre agli avversari gioco e personalità.






