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Yildiz illumina e manda in gol David e Vlahovic. La Juventus chiude in 10

Il primo gol italiano di Jonathan David, detto Iceman ovvero Uomo di Ghiaccio, e il 59° da quando veste il bianconero di Dusan Vlahovic: la Juve batte 2-0 il Parma e inizia nel migliore dei modi quella che dovrebbe essere la stagione della riscossa. Niente effetti speciali, ma concretezza e senso pratico: tre punti per cominciare e regalare un sorriso all'intero ambiente, desideroso di dimenticare gli incubi della scorsa stagione.

La Signora comincia con l'ardore che ci si aspetta. Lo Stadium (esaurito) spinge, Conceicao pare il più ispirato e i bianconeri provano a fare subito la voce grossa: difesa a tre, Locatelli in mezzo al campo con Thuram, David al centro dell'attacco per dimostrare che davvero Vlahovic può essere considerato un orpello. Gli ospiti sbuffano e lottano su ogni pallone: Almqvist non arriva però in tempo per una deviazione sotto porta che avrebbe terrorizzato Di Gregorio e non solo, poi tocca a Suzuki impegnarsi su un colpo di testa ravvicinato di Conceicao. Tudor si sbraccia a bordo campo e si becca anche un'ammonizione, David invece fatica. Lo Stadium però pazienta e non brontola, semmai si scalda quando Bremer al rientro in una partita ufficiale dopo quasi un anno prende una botta in testa ma torna prontamente in campo fasciato alla Chiellini: il brasiliano si vede anche in avanti e la sua fisicità regala peso all'attacco bianconero, che però non trova il modo di rendersi pericoloso. Risultato: a metà gara il punteggio è ancora quello di inizio gara, il 70% di possesso palla a favore dei bianconeri non ha portato a nulla e il solo ammonito della gara è Gatti. Cuesta, allenatore baby (classe 1995) del Parma con un passato anche nelle giovanili della Juventus, può insomma ritenersi soddisfatto: addirittura, a inizio ripresa, gli ospiti hanno a disposizione la più clamorosa delle palle gol con Pellegrino, la cui conclusione da pochi metri praticamente a botta sicura viene però murata proprio da Bremer.