«In carcere a Samuel gli hanno riferito che il suo amico Salvo ha parlato, quindi parla pure tu». A dirlo è Francesca Piacenti, madre di Samuel Acquisto, ascoltata dagli investigatori durante una conversazione con il marito Nicolò. La donna racconta ciò che sarebbe accaduto al figlio detenuto: qualcuno avrebbe provato a spingerlo a parlare per tirare in ballo Salvatore Calvaruso. Lui, però, avrebbe troncato subito il discorso: «Il mio amico si chiama Salvatore Calvaruso io mi chiamo Samuel Acquisto non ho niente da dire».Una frase che arriva in un momento in cui i tre giovani dello Zen, accusati della strage di Monreale, e i familiari più stretti stanno cercando di capire che cosa abbiano raccontato gli altri, quanto possano incidere i video acquisiti dalle telecamere di sicurezza e se ci sia ancora spazio per separare le loro posizioni.Samuel Acquisto, 18 anni, Salvatore Calvaruso e Mattias Conti, di 19 anni, rischiano l’ergastolo. Per la Procura sono loro i responsabili della sparatoria tra la folla, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 aprile dello scorso anno, durante la festa del Santissimo Crocifisso. in cui hanno perso la vita Salvatore Turdo, 23 anni, Andrea Miceli e Massimo Pirozzo, entrambi di 25 anni. Ora la Corte d’assise vuole mettere nero su bianco tutti i loro dialoghi.Alla prossima udienza, fissata per il 15 luglio, i pubblici ministeri Felice De Benedittis e Luisa Vittoria Campanile affideranno a un perito l’incarico di trascrivere trenta colloqui in carcere e le telefonate intercettate, in modo da ricostruire il contenuto delle discussioni tra gli imputati e i loro parenti nei giorni successivi agli arresti.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Strage di Monreale, le intercettazioni e le ammissioni involontarie dei tre dello Zen
I dialoghi dei giovani in carcere per l’eccidio di Monreale confermano le tesi dei pm sul loro coinvolgimento. La madre di Calvaruso: «Non c’era solo mio figlio»







