Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNon so voi, ma ho sempre diffidato delle case senza le librerie, quelle in cui i libri non si leggono.
Una casa con una libreria per me è come una casa che ha un caminetto: dà calore e dice che è abitata da persone abituate a coltivarsi, a guardare alla realtà attraverso i libri che in fondo, con le loro storie, ti aiutano a interpretare i fatti della vita, anche lontani o apparentemente scollegati dal contenuto di quello che hai trovato. A volte sono anche il modo per riannodare il filo tra le generazioni: ricordo l’emozione nel leggere Luigi Natoli, l’autore della saga dei Beati Paoli e di tutta una serie di romanzi storici ispirati a fatti palermitani del ‘6-’700, perché i Beati Paoli era stato uno dei libri preferiti di mio bisnonno Pietro e ne faceva lettura serale, quasi 120 anni fa, alla famiglia riunita.
È bello condividere con gli amici l’entusiasmo per un autore, per un libro vero: in collegio, all’Università, ci presentammo in 4-5 al firmacopie di Baudolino di Umberto Eco, con un amico facevamo a gara di citazioni del Nome della Rosa. E discutere di Michel Houllebecq e Sottomissione con l’amico Saverio, fine intellettuale come raramente ho conosciuto, perché quando il romanzo anticipa la realtà, anche se l’autore lo disconosce esso ha detto qualcosa.







