HomeReggio EmiliaCronacaL’omicidio di Daveti: "Non volevo ucciderlo". L’imputato in lacrime . Condannato a 8 anniL’ex insegnante e artista ligure morì il 24 giugno 2024 a causa delle sprangate subite tre giorni prima da Cristian Chesi. Il pm, dopo una requisitoria durata 3 ore, aveva chiesto 15 anni e 4 mesi.L’ex insegnante e artista ligure morì il 24 giugno 2024 a causa delle sprangate subite tre giorni prima da Cristian Chesi. Il pm, dopo una requisitoria durata 3 ore, aveva chiesto 15 anni e 4 mesi.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Sono stato io. Non volevo… " Cristian Chesi, 50 anni in luglio, ha ammesso in tribunale di aver ucciso Stefano Daveti, vicino di casa ed ex insegnante originario della Spezia, massacrato a sprangate nella sua abitazione di Morsiano (Villa Minozzo), e morto il 24 giugno 2024 dopo tre giorni di agonia. Ieri mattina l’imputato si è sciolto in lacrime dicendosi "dispiaciuto" per la vittima 63enne e i suoi familiari, per la propria moglie e i figli.
Poche ore dopo la sua confessione, preceduta in questi mesi da un risarcimento di 150mila euro da lui versato ai due fratelli di Daveti, nel primo pomeriggio di ieri, uscendo da una breve camera di consiglio, il giudice Luca Ramponi ha emesso la sentenza: condanna a 8 anni e 2 mesi col rito abbreviato per omicidio volontario, più 20 giorni di arresto per porto d’armi. Il gup gli ha riconosciuto le attenuanti di aver agito in uno stato d’ira dovuto a un fatto altrui ingiusto e le generiche, due delle tre richieste ieri dagli avvocati difensori Domenico Noris Bucchi e Leonardo Teggi, che avevano anche domandato un alleggerimento per la somma pagata.









