Si è chiuso con una condanna il procedimento nato dalla denuncia presentata dalla Lav (Lega antivivisezione) nel 2024 per un caso di macellazione clandestina di agnelli. Nell’udienza era già stata confermata l’illegalità della condotta contestata e venerdì è arrivata la decisione del giudice: per l’imputato, di Castelfranco, è stata disposta un’ammenda di 3.700 euro, oltre al risarcimento del danno. A darne notizia è stata la stessa Lav, che aveva segnalato il caso dopo essere stata contattata da chi aveva assistito ai fatti. L’associazione sottolinea come la normativa imponga precise regole per la protezione degli animali durante l’uccisione, a partire dall’obbligo di stordimento preventivo, necessario a evitare sofferenze, dolore e paura ritenuti evitabili. Le disposizioni, ricorda la Lav, si applicano anche alla macellazione domestica e prevedono inoltre che le operazioni siano svolte solo da persone adeguatamente competenti. "La macellazione degli animali è sempre violenta – ha dichiarato Lorenza Bianchi, responsabile Lav Area animali negli allevamenti – ma la legge prevede requisiti minimi per ridurre sofferenza e paura in quei momenti". Bianchi ha quindi ringraziato "chi non si è voltato dall’altra parte e ci ha segnalato quanto stava accadendo, permettendoci di intervenire e di testimoniare in tribunale".