Allegranti
Il 4 luglio 2024, esattamente due anni fa tra pochi giorni, Fedi si suicidava. Non a Evin, in Iran, ma nel famigerato carcere di Sollicciano, a Firenze. Aveva 20 anni e la faccia da bambino, era lì dal 2022. In un reclamo giurisdizionale, presentato grazie a L’Altro Diritto, centro di documentazione dell’Università di Firenze, aveva elencato le gravi condizioni del carcere fiorentino, pieno di muffa, cimici e topi.
Fedi riuscì anche catturarne uno, di topi, per mostrarlo agli agenti e al personale medico. Il 6 novembre 2023, tramite accesso diretto al colloquio psicologico-clinico, il giovane ristretto si era presentato – c’è scritto nel reclamo – "con una bottiglia all’interno della quale si trovava un ratto catturato nella cella". Oltre ai topi, Fedi lamentava "la presenza di cimici che in passato lo hanno morso procurandogli delle lesioni. Quest’ultime si annidano, in generale in tutto il carcere, nei materassi, nei tessuti, dentro le crepe delle pareti e negli anfratti degli arredi e provocano lesioni cutanee da morso, chiazze rosse sulla pelle, prurito e gonfiore. È capitato che vedesse le cimici camminare sul soffitto, anche al reparto giudiziario, e che si dovesse svegliare anche in piena notte per girare il materasso – peraltro di spugna e fine – e igienizzare tutto…". La cucina, dove Fedi lavorava, "presenta gravi carenze igieniche e strutturali: è infestata dai piccioni e dai topi. Questi ultimi si nascondono sotto i mobili e gli stipetti della cucina e i lavoranti trovano spesso tracce di cibo rosicchiato dagli stessi".









